Luigi Bartolini (8 febbraio 1892 – 16 maggio 1963), pittore e soprattutto acquafortista fra i più importanti del Novecento, è stato anche narratore (suo è il romanzo «Ladri di biciclette», del 1946, da cui De Sica trasse uno dei suoi grandi capolavori) e prolifico poeta.
Della sua opera in versi cito soltanto il conclusivo e riassuntivo volume delle «Poesie 1911-1963» curato da Giacinto Spagnoletti per Rebellato nel 1964. Le doti di Bartolini – scrive Spagnoletti, che è stato, nel corso degli anni, il lettore più attento e partecipe della sua poesia – «sono quelle di un poeta abituato a confidare i propri segreti umani, a tradurre ogni giorno la sua gioia o il suo dolore in riflessioni argute, mordaci o amare e soprattutto ad analizzare i motivi sfuggenti della sua esistenza, dedicata, come si sa, all’arte».
