Il mese scorso è morta, a 101 anni compiuti, anche Mary de Rachewiltz (9 luglio 1925 – 24 luglio 2026) che, figlia di Ezra Pound, è nata a Bressanone e vissuta in Tirolo, prima da “pastorella” affidata a una famiglia di contadini, poi da castellana dedita alla conservazione della memoria del padre e alla traduzione della sua opera.
Mary de Rachewiltz è stata anche poetessa in proprio, pubblicando varie raccolte di versi a partire dai suoi quarant’anni: a quelle edite da Scheiwiller – «Il diapason» (1965), «Di riflesso» (1966), «Processo in verso» (1973), «Polittico. Poesie 1985-1995» (1996) – si devono aggiungere «Gocce che contano» (Raffaelli, 1994), «Canzoniere» (ivi, 2002) e l’antologia «L’economia amorosa» (Coupd d’idée, 2018).
Da un paio d’anni abbiamo a disposizione il volume che le contiene tutte, con l’aggiunta di una sezione di testi dispersi: «Processo in verso. Tutte le poesie italiane» (Bertoni, 2024), a cura di Massimo Bacigalupo che conclude il suo scritto introduttivo affermando «l’importanza della testimonianza di Mary de Rachewiltz, voce fuori dal coro, ma che si lascia leggere e ammirare per schiettezza, nitore e magari scaltrezza. Colpisce che per quanto dipendente dal padre e dal suo mito, fardello pesante ma anche esaltante, Mary scriva testi di grande originalità che vanno quasi sempre dritti al segno e che non si perdono certo in futili esercizi formali “alla maniera di”. Perciò meritano un posto fra i racconti poetici che ci ha lasciato il Novecento, sono una parte non marginale di quel piccolo grande universo. E ricordano di ricordare, anche per noi lettori».
