Poesie per un anno – 552 – Giammario Sgattoni

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Giammario Sgattoni (5 maggio 1931 – 23 agosto 2007), teramano, fu giornalista, critico letterario, esperto di archeologia (ricoprì anche la carica di ispettore onorario per i monumenti e le antichità per le Soprintendenze di Teramo, L’Aquila e Chieti).

Insieme a Ottaviano Giannangeli e Giuseppe Rosato diresse la storica rivista abruzzese di arte e letteratura “Dimensioni” fondata a Sulmona nel 1957 da Giannangeli e Fausto Brindesi (l’anno dopo la redazione si trasferì a Lanciano).

Pubblicò soltanto due raccolte di versi: «Le terre del verde. Poesie» (Kursaal, Firenze 1953) e «Poesie (1953-56)» (Editrice Quadrivio, Lanciano 1957; ristampata nel 2022, a cura di Ida Quintiliani e Simone Gambacorta, per il Premio Teramo), ma altri componimenti furono affidati, nel corso degli anni, a giornali e riviste.

Ha scritto Pietro Civitareale che «quella di Giammario Sgattoni è una esperienza poetica che si propone come fuga dalla realtà del presente […], ma per ritornare “fanciulli come al tempo / delle bianche battaglie, delle sere / di tripudio invernale accanto ai fuochi […]. E, nell’ambito di una tale prospettiva, essa si affida ad una lineare costruzione linguistica e strumentazione sentimentale, accettando le dizioni più preziose, le soluzioni formali più ricercate e costruendosi, in tal modo, un universo definito, elevato a luogo assoluto di lirismo poetico e perfettamente calcolato in ogni aspetto del suo figurativismo».

Si aggiunga questo giudizio di Renato Minore: «Giammario Sgattoni era un poeta colto, elegiaco, malinconico nella linea di una rinnovata fiducia nella poesia di derivazione ermetica come parola che scava, che conosce, che costruisce il suo mondo, il suo pensiero, l’emozione del suo pensiero. Una voce davvero molto chiara e tutta sua».