Poesie per un anno – 550 – Angelo Scandurra

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Angelo Scandurra (19 agosto 1948 – 7 gennaio 2021), nato a Aci Sant’Antonio, a pochi chilometri da Catania, visse gran parte della sua vita a Valverde, il vicino paese di cui fu anche, dal 1994 al 2003, sindaco. Nel 1986 fondò la piccola, coraggiosa casa editrice Il Girasole che si rinnovò nel 2012 divenendo le Edizioni Le Farfalle. Fu anche un instancabile organizzatore di eventi culturali e, fra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, animatore del Gruppo Teatro Nuovo.

Delle sue numerose pubblicazioni ricordo soltanto le raccolte poetiche: «Proposta per incorniciare il vuoto» (Sciascia, 1979), «Fuori dalle mura» (ivi, 1983), «L’impossibile confine» (Manni, 1989), «Trigonometria di ragni» (Scheiwiller, 1993), «Criteri di fuga» (Passigli, 1998), «Il bersaglio e il silenzio» (ivi, 2003).

Aggiungo la « Quadreria dei poeti passanti» (Bompiani, 2009): «una raccolta di brevi poemi in prosa così densi da sfiorare l’inafferrabilità, se non fosse che è il senso dell’esistenza, piuttosto, a non essere afferrabile. E forse è proprio questo che Angelo Scandurra voleva esprimere, nella sua “Quadreria”: l’idea secondo cui la vita può essere vissuta, senza pretesa di essere compresa, solo rispettandone l’imperscrutabilità, e cogliendone – nelle sfumature – ogni possibile dolcezza» (così lo ricorda su “Il Manifesto”, all’indomani della sua scomparsa, Niccolò Nisivoccia).