Poesie per un anno 531 – Luciano Erba

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Di Luciano Erba (18 settembre 1922 – 3 agosto 2010) un Oscar Mondadori curato nel 2022 da Stefano Prandi, con prefazione di Maurizio Cucchi, raccoglie «Tutte le poesie» che, in un arco di oltre mezzo secolo, vanno dall’esordiale «Linea K» (1951) a «Remi in barca» (2006) e altri testi fino al 2010. Si può essere d’accordo con Cucchi che nella prefazione sostiene che l’incanto della poesia di Erba, già evidente nella sua prima raccolta riassuntiva («Il male minore», 1950), «è quello di una grazia impeccabile nel proprio porsi, nel costante incontro con elementi di una realtà in apparenza anche minima pur nella sua concretezza, ma sempre tradotta dal poeta in immagini di una lieve trasparenza, in grado di sottrarre decisamente l’occasione alla sua normale opacità. Una ‘petite musique’ che rimarrà anche in seguito un valore della poesia di Erba, e un valore sempre più indubitabile nella sua oggi immutata freschezza».
Nel verso finale della poesia che qui oggi propongo, i “monti degli dei”, spiega in una nota l’autore, «letteralmente, ma sono possibili altre accezioni, sono le protuberanze sul palmo della mano […] dette in chiromanzia Monte di Giove, Monte di Saturno ecc.».