Poesie per un anno – 529 – Rossana Ombres

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Rossana Ombres (Torino, 1931 – Livorno, 2 agosto 2009) esercitò la critica letteraria per «La Stampa» di Torino, la città dove era nata. Autrice anche di rilevanti opere narrative, tra cui, con felice sperimentalismo plurilinguistico, il romanzo «Baiadera» (Mondadori, 1997), come poeta esordì con «Orizzonte anche tu» (Vallecchi, 1956). Seguirono: «Le ciminiere di Casale» (Feltrinelli, 1962), «L’ipotesi di Agar» (Einaudi, 1968), «Bestiario d’amore» (Rizzoli, 1974; nuova edizione: Graphe.it, 2025).

«So che è facile dire che un libro è “tra i più singolari” usciti in questi ultimi anni, ma è anche la verità. La personalità di Rossana Ombres non è semplice da decifrare e non è questa la spiegazione semplice della sua singolarità. Quello che colpisce, al di là di certe superfici neo-liberty, con alcuni recuperi preraffaeliti, di notevole eleganza […] è la natura demonica e notturna del suo “Bestiario” che può essere definito “d’amore” solo perché un amore indomabile per l’immaginario lo percorre da cima a fondo, col senso dato a questa parola da Hieronymus Bosch, che faceva esplodere l’orrore con una fortissima carica ironica dilatata fino al grottesco. La visionarietà della Ombres rimane all’esterno e esplode dentro per spandere nel mondo della superficie un gran quantitativo di veleni» (Antonio Porta).