Poesie per un anno – 502 – Luciana Guatelli

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

La varesina Luciana Guatelli (3 luglio 1927 – 10 marzo 1983) si laureò nel 1950 in Estetica all’Università di Milano con Antonio Banfi e intraprese la carriera di insegnante prima a Losanna e poi negli istituti tecnici di Varese. Precoce il suo esordio poetico, con «Preludio» (Moroni, Varese 1946) e «S’inazzurra la costa» (ivi, 1947). Nel 1954 fu inserita da Piero Chiara e Luciano Erba nella loro celebre antologia «Quarta generazione. La giovane poesia (1945-1954)». Seguirono nuove raccolte di versi: «La noia della verità» (Rebellato, Padova 1959), «La sorte ambigua» (Magenta, Varese 1971), «Il brivido del merlo» (ivi, 1977), «La dama di spade» (Freeman, Varese 1980). Un volume molto più recente («Il fuoco nascosto», Nuova Editrice Magenta, Varese 2017) raccoglie sotto il titolo di «Ombre cinesi» le poche poesie composte fra il 1980 e il 1982 e il romanzo «Torre d’avorio» che rappresenta l’unica prova narrativa di questa autrice.

La prefazione è di Serena Contini che, a proposito dei versi qui riuniti, così scrive: «Le ombre cinesi del titolo, significativamente ambivalenti ed enigmatiche, divengono di volta in volta sogni chiarificatori e pallide illusioni, evocazioni di tormenti e minacce striscianti. | La nostra stessa esistenza appare in controluce, travolta dallo scorrere inesorabile del tempo a cui si cerca di sfuggire abbandonandosi ai ricordi, che per la poetessa coincidono con una natura fantastica e onirica, specchio delle memorie d’infanzia. […] La realtà appare incerta e precaria come una miniera destinata a crollare, dominata dal caso, dalla sorte che beffarda “non concede proroghe a ciò che dobbiamo”. | I rapporti umani, costretti ad adeguarsi alle regole imperanti, sono caratterizzati dall’indifferenza e dall’incomunicabilità. ! Così Luciana Guatelli parrebbe consegnarci una visione essenzialmente pessimistica della vita. Eppure, se si presta attenzione, un flebile messaggio di speranza si può ancora percepire».