Poesie per un anno – 500 – Renato Pigliacampo

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Renato Pigliacampo (29 settembre 1948 – 29 giugno 2015), nato a Recanati, a causa di una grave forma di meninginte, divenne sordo a dodici anni. Laureato in pedagogia, si specializzò in psicologia e fu docente universitario e dirigente della ASL. Insegnò anche nelle scuole per sordi di Roma e rivestì incarichi dirigenziali nell’Ente Nazionale Sordi.
Nel campo letterario, ideò il Premio Internazionale di poesia Città di Porto Recanati, scrisse opere di narrativa (fra cui «Il vergaro. Storie di contadini nella terra di Leopardi», Moretti & Vitali, 1999) e varie raccolte di versi: «Canti del mio silenzio» (Edizioni ENS, Roma 1973) «Dal silenzio» (Forum, Forlì 1981), «Radice dei giorni» (ivi, 1985), «Adobe» (Nuova Compagnia Editrice, Forlì 1990), «Canto per Liopigama» (Casisma, Porto Recanati 1995), «Ascolta il mio silenzio» (Cantagalli, Siena 1999), «Poema Nimittaka per Y» (Bastogi, Foggia 2001) «L’albero di rami senza vento» (Iuculano Editore, Pavia 2006), «Nel segno del mio andare» (Simple Edizioni, Macerata 2013).
Postumo è uscito il riepilogativo volume «Nella sera che cala sul litorale. Percorso antologico nella poesia del guerriero del silenzio», a cura di Lorenzo Spurio, PoetiKanten Edizioni, Sesto Fiorentino 2016.
«Poesia del silenzio», così Guido Garufi definisce l’opera di Pigliacampo: «Poesia del silenzio che coglie la sua origine nella solitudine perfetta che la parola vive nel corpo, non solo e non già vincolo dell’impossibile fonazione, ma più esistenzialmente coscienza del limite dell’uomo, atterrito dalla brutalità del mondo e della Storia»