Poesie per un anno – 491 – Giacomo Prampolini

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Giacomo Prampolini (22 giugno 1898 – 25 aprile 1975) fu un importante studioso delle letterature di tutto il mondo (la sua «Storia Universale della Letteratura», in più volumi, apparsa nel 1938 per la Utet, ebbe grande fortuna, con molte ristampe) e tradusse libri da un numero impressionante di lingue (ne conosceva una sessantina): tedesco, inglese, olandese, norvegese, danese, ecc. (quello della divulgazione delle letterature scandinave fu il suo privilegiato impegno editoriale).

Come poeta, esordì nel 1928 con un libriccino, «Dall’altro silenzio», edito a spese di Giovanni Scheiwiller. Seguirono: «Sogni» (Editrice Artigianelli, 1931), «Dominio delle cose» (Utet, 1946), «Porticello» (All’Insegna del Pesce d’Oro, 1959) e, infine, il riassuntivo volume «Molte stagioni» (Mondadori, 1962), con versi e prose liriche che tratteggiano la figura di un poeta certamente minore ma attento all’osservazione della natura e delle cose del mondo, con un atteggiamento oscillante fra quasi infantile stupore e più adulta inquietudine.