Oggi ricorre l’anniversario della morte di Ferruccio Benzoni (18 febbraio 1949 – 16 giugno 1997), portato via da una grave malattia a soli quarantotto anni. Era nato a Cesenatico e fu tra i fondatori (con Stefano Simoncelli e Walter Valeri) di una rivista, «Sul Porto», che fra il 1973 e il 1983 si avvalse della collaborazione di poeti come Giudici, Fortini, Raboni, Sereni. In particolare con quest’ultimo Benzoni ebbe una lunga frequentazione, assimilando in maniera assai profonda la sostanza, i modi e persino gli stilemi della sua poesia. Pier Vincenzo Mengaldo ha parlato di «serenismo impressionante, un serenismo non solo formale, ma anche psicologico, come chi ha una specie di transfert». E come la poesia di Sereni anche quella di Benzoni dichiara la propria fedeltà a tutto ciò su cui la vita si è sedimentata, agli oggetti e alle persone, ai fantasmi che l’hanno attraversata.
Dopo l’esordio del 1980 con la raccolta «La casa sul porto» apparsa in un quaderno collettivo di Guanda, Benzoni ha pubblicato «Notizie dalla solitudine» (San Marco dei Giustiniani, 1986), «Fedi nuziali» (Scheiwiller, 1991), «Numi di un lessico figliale» (Marsilio, 1995), «Sguardo dalla finestra d’inverno» (Scheiwiller, 1998). Postumo è il «Canzoniere infimo e altri versi», a cura di Dante Isella, San Marco dei Giustiniani, 2004. L’opera intera è ora raccolta in «Con la mia sete intatta. Tutte le poesie», a cura di Dario Bertini, Marcos y Marcos, 2020.
Dell’amicizia con Sereni è preziosa testimonianza il volume «Miei cari tutti quanti… Carteggio di Vittorio Sereni con Ferruccio Benzoni e gli amici di Cesenatico», a cura di Dante Isella, San Marco dei Giustiniani, 2004.
