Antonio Barolini (29 maggio 1910 – 21 gennaio 1971) fu direttore de “Il Giornale di Vicenza”, la sua città natale, dal 25 luglio all’8 settembre del 1943. Per il suo antifascismo fu condannato da un tribunale della Repubblica di Salò a 15 anni di carcere e per venti mesi fu costretto a nascondersi per sfuggire all’arresto. Nel 1950 sposò una scrittrice americana, Helen Mollica, e con lei si trasferì negli Stati Uniti dove fu per molti anni corrispondentee de “La Stampa”. Tornato in Italia, diresse, a partire dal 27 dicembre 1966, la famosa trasmissione televisiva “L’Approdo. Settimanale di Lettere e Arti”.
Come poeta esordì nel 1930 con una raccolta pubblicata a sue spese («Cinque canti»), cui seguirono: «La gaia gioventù e altri versi agli amici» (Edizioni dell’Asino Volante, Vicenza 1938; nuova edizione: Neri Pozza, Venezia 1953), «Il meraviglioso giardino» (Pellicano, Vicenza 1941; nuova edizione: Feltrinelli, Milano 1964), «Poesie di dolore in morte di Caterina e tre preghiere in aggiunta» (Pellicano, Vicenza 1943), «Viaggio col veliero San Spiridione» (ivi, 1946), «Il veliero sommerso» (ivi, 1949), «Elegie di Croton» (Feltrinelli, Milano 1959), «Poesie alla madre» (Neri Pozza, Venezia 1960) e infine la riassuntiva antologia, curata da Geno Pampaloni, «L’angelo attento, Il meraviglioso giardino e altre poesie inedite» (Feltrinelli, Milano 1968).
Sono poesie, quelle di Barolini, dal carattere molto intimista, sostanzialmente elegiaco, con venature di sincera religiosità; il linguaggio aspira a un massimo di colloquialità, in implicita polemica con l’imperante ermetismo, con lo sguardo rivolto al paesaggio veneto (descritto minuziosamente anche nelle numerose prove narrative) e agli oggetti e gli accadimenti della quotidianità che, nel mentre affermano la propria presenza nell’oggi, hanno tuttavia anche la capacità di ravvivare salvifiche memorie familiari.
