Poesie per un anno -458 – Ettore Fabietti

Recensione di Francesco Paolo Memmo

 

Ettore Fabietti (20 dicembre 1876 – 19 marzo 1962), autodidatta, socialista amico di Filippo Turati, entrò in contatto con il mondo delle biblioteche catalogando nel 1902, su incarico della Societù umanitaria, le opere della biblioteca popolare circolante di via Magenta, a Milano, e per tutta la vita si dedicò poi all’organizzazione e alle diffusioni delle biblioteche popolari, ma anche di quelle scolastiche e per bambini. Per conto di vari editori diresse collane di carattere divulgativo, con lo scopo di rendere le arti e la letteratura accessibili a un pubblico sempre più vasto. Con lo stesso biettivo tradusse opere storiche, filosofiche e letterarie. Ebbe molta fortuna il suo manuale «La Biblioteca Popolare Moderna» (1908), la cui quarta edizione, “interamente rifatta”, uscì da Vallardi nel 1933.
Per quel che ne so io, dette alle stampe un solo libro di versi: «Canti di Trifoglieto», tipografia di L. Franceschini e C., Firenze, 1898; nuova edizione ampliata: Treves, Milano 1913. In mezzo a tante cose ancora legate a un gusto tardoottocentesco di sapore soprattutto carducciano, si può trovare qualche poesia, come quella che ho scelto per oggi, in cui si respira un’aria un po’ più moderna,
Trifoglieto è il nome della frazione di Cetona, piccolo comune della campagna senese, dove Fabietti era nato.