Antonio Rubino (15 maggio 1880 – 1º luglio 1964) è stato un importatnte disegnatore, illustratore, fumettista. Tra i fondatori del “Corriere dei Piccoli”, vi collaborò a lungo. Fu lui che sostituì alle nuvolette dei fumetti americani le didascalie in rima e fu lui a disegnare la versione italiana di famose serie statunitensi (Fortunello, Arcibaldo e Petronilla, ecc.). Negli anni Trenta del secolo scorso diresse per Mondadori “Topolino” e “Paperino”. Negli anni Quaranta e Cinquanta si dedicò con successo al cinema d’animazione.
Pubblicò un solo libro di poesie, arricchite da sue illustrazioni in puro stile liberty («Versi e disegni», Selga, Milano 1911), che lo colloca fra quegli autori che si caratterizzano per il loro «liberty macabro, torvo, esasperato», come sottolinea Glauco Viazzi che lo inserisce nella sua fondamentale antologia «Dal simbolismo al déco» (Einaudi, Torino 1981). In quel particolare settore, aggiunge Viazzi, «il Rubino compare in una sua duplice funzione. È difatti operatore sia grafico che verbale, ed in entrambi i campi inventa tutt’un modo specifico di fare, in termini di sgradevole, spregevole, deforme, mostruoso. Realizza lividi mitologemi iconici, tracciati che siano oppure scritti, per visualizzare una referenzialità psichica, o psicotica, ossessionata dal grottesco, dal viscido, dal guasto», esasperando certi temi già presenti nella scapigliatura.
(Nelle note apposte in fondo al volume, Rubino spiega, a proposito della poesia che qui trascrivo, che “ulvida” significa “ricca d’ulve, erbe palustri”; e, nel verso “le pigre acque d’un tuo sogno distingui”, il verbo “distinguere” va inteso “nel suo significato originario di adornare”).
