Poesie per un anno 387 – Mario Graziano Parri

di Francesco Paolo Memmo

 

Mario Graziano Parri (3 marzo 1936 – 24 agosto 2021), bolognese di nascita, dopo aver vissuto a Venezia e in Friuli, si è stabilito per molti anni a Firenze per poi dividersi fra Roma e Tirli, in Maremma. Autore di romanzi, racconti, saggi e di una pièce teatrale, ha fondato nel 1996 e diretto per le fiorentine edizioni Polistampa la rivista «Caffè Michelangiolo».

Il volume «Di gloria e di polvere. Poesie 1957-2007» (Interlinea Edizioni, 2008) antologizza le raccolte apparse a partire dai primi anni Sessanta del secolo scorso – «Ali di vetro» (1963), «Poesie del silenzio» (1967), «Se parla la spiga d’estate» (1981), «Questa è la rosa e qui danza» (1982), «Codice occidentale» (1983), «La notte precedente il nostro futuro» (1985), «Stella di guardia» (2001) – con l’aggiunta di un consistente numero di componimenti inediti.

Maurizio Cucchi ha scritto che «Stella di guardia», da cui traggo la poesia che qui oggi propongo, è «una delle sue opere più significative. Si tratta di un libro piuttosto composito, impostato su vari registri, nel quale Parri trova una sua felice cifra personale tra prosastico garbo colloquiale e sobrio decoro stilistico. Il riferimento più verosimile che i suoi testi autorizzano è quello a Montale, anche per movimenti ironici e presenza del correlativo oggettivo, che danno una forte impronta di leggibilità che sempre maschera significati ulteriori. Notevole anche la sua sensibilità (ben presente, del resto, nella sua opera di narratore), per certi aspetti della realtà in mutamento della nostra epoca».