Poesie per un anno 382 – Valerio Abbondio

di Francesco Paolo Memmo

 

Valerio Abbondio (26 febbraio 1891 – 13 agosto 1958), poeta svizzero-italiano (nato ad Ascona, nel Canton Ticino) è stato dal 1916 al 1952 insegnante di francese nel Liceo di Lugano.

Francesco Chiesa, decano dei poeti svizzeri di lingua italiana, che fu suo rettore, ne traccia un affettuoso ritratto, cogliendo un tratto essenziale del suo carattere: «Per il francese c’era Valerio Abbondio: i primi tempi timido e arrossente. Tutto chiuso in sé; con una voce velata, da uomo che parla a un malato, o che è malato lui stesso. Ma si impose presto con la sua dirittura e con le bellissime lezioni».

Ha un po’ una “voce velata” anche la sua poesia che, debitrice in origine di molti stilemi tardoottocenteschi derivati dagli scapigliati, e da Carducci Pascoli D’Annunzio, ovviamente, si va sempre più asciugando nella rappresentazione del paesaggio, nella contemplazione della natura e poi nella traduzione dell’elemento visivo in chiave simbolica, per cui nell’ultima raccolta, da cui traggo la poesia che qui oggi propongo, «il “paesaggio” che s’impone […] è ormai, in modo netto, quello dell’anima» (Giovanni Bonalumi).

Questo l’elenco delle opere in versi di Valerio Abbondio: «Betulle» (Libreria Arnold, Lugano 1922) , «L’eterna veglia» (Grassi e Co., Lugano 1928), «Campanule» (Istituto Editoriale Ticinese, Lugano 1932), «Il mio sentiero» (ivi, 1936), «L’intimo cielo» (Tipografia Editrice, Lugano 1940), «Silenzi» (Libreria Melisa, Lugano 1943), «Cerchi d’argento» (ivi, 1944) «Cuore notturno» (Mazzucconi, Lugano 1947).