Poesie per un anno 360 – Emanuele Sella

di Francesco Paolo Memmo

 

Emanuele Sella (3 febbraio 1879 – 5 ottobre 1946), economista, insegnò in parecchie Università italiane e da ultimo in quella di Perugia dove divenne rettore. Era un liberale non ortodosso, critico rispetto a molti aspetti dell’economia liberista. Quando, da giovane, frequentava l’Università di Torino gli capitò di assistere alle lezioni di Arturo Graf e da lì nacque la passione per la poesia, poi sempre coltivata.

Le sue opere poetiche: «Questo è sogno» (Ermanno Loescher, Roma 1900), «Il giardino delle stelle» (Zanichelli, Bologna 1907), «Monteluce» (ivi, 1909) , «Rudimentum» (ivi, 1911), «L’eterno convito» (Formiggini, Roma 1918), «L’ospite della sera» (Sonzogno, Milano 1922), «Il flauto d’argento» (Amosso, Biella 1932).

Glauco Viazzi, nella sua fondamentale antologia «Dal simbolismo al déco» (Einaudi, 1981), lo colloca, nell’ambito della poesia simbolista, tra i “Mistici, orfici, esoterici”: un misticismo, nel suo caso, di stampo cristiano ma contaminato da filosofie eterogenee (platonismo, rosacrocianesimo).