Poesie per un anno 359 – Aldo Palazzeschi

di Francesco Paolo Memmo

 

È straordinaria l’importanza che ha avuto l’opera di Aldo Palazzeschi (2 febbraio 1885 – 17 agosto 1974) nel momento in cui nasceva la moderna poesia novecentesca, dall’esordio con «I cavalli bianchi» (1905), proseguendo con «Lanterna» (1907) e «Poemi» (1909) fino a «L’incendiario» (1910 e 1913). A quell’epoca appartiene anche uno dei romanzi più importanti della letteratura italiana del primo Novecento: «Il codice di Perelà» (1911). E ai romanzi e alla novellistica Palazzeschi si è dedicato negli anni della maturità, tornando solo più tardi alla poesia («Cuor mio», 1968; «Via delle cento stelle», 1972).

Un volume della collana mondadoriana dei Meridiani raccoglie «Tutte le poesie» (2002, a cura di Adele Dei). Nella stessa collana Luciano De Maria ha curato «Tutte le novelle» (1975) e Gino Tellini i due volumi di «Tutti i romanzi» (2004 e 2005).

Il testo de «La casa di Mara» che qui riproduco è conforme all’edizione vallecchiana delle «Poesie 1904-1914» (1963), che presenta qualche variante rispetto a quello del 1905.