Di Leonardo Sinisgalli ricorre oggi l’anniversario della morte, avvenuta il 31 gennaio 1981. Era nato a Montemurro (Potenza) nel 1908, e le sue poesie si nutrono del ricordo di quel mondo contadino, arcaico e povero. Era detto il “poeta ingegnere” perché in lui coesistevano la passione per la letteratura e quella per le scienze (nel 1953 fondò l’importante rivista “Civiltà delle macchine”).
«Vidi le Muse» (Mondadori, 1943) raccoglie la produzione poetica di Sinisgalli dal 1931 al 1942 e si avvale di una fondamentale prefazione di Gianfranco Contini:
«Ricordi e occasioni, allora, colmano le ultime esperienze di Sinisgalli, fosse pure a rischio di qualche crepuscolarismo nel ricordo, di qualche indugio della realtà occasionale nello stato prosastico. Addirittura incontri di ricordi e realtà, che appunto diventano positivi come epigrammi del ricordo […]. E dal lato delle occasioni: l’album epigrammatico s’è trasformato in un album per l’autore, un diario (in qualche istante, neppur remoto dalla nudità dell’ultimo Saba o d’un Penna, si veda “Rosei del rosa dolce delle case”): sopra le pagine di quest’album non esente da impressionismo viene a schiacciarsi l’antica realtà sostantiva, svuotata di tutto il colore, ridotta al grafito del contorno, la breccia “luce come il sale”. È in questo Sinisgalli una quiete di movimenti appena colti, un piegarsi allo stato nascente sull’umanità; non sussulti verso la redenzione, perché non c’è una profonda morte da riscattare».
«Tutte le poesie» di Leonardo Sinisgalli sono state pubblicate da Mondadori, a cura di Franco Vitelli, nel 2020.
