Vittore Fiore (20 gennaio 1920 – 21 febbraio 1999), pugliese di Gallipoli, è stato uno dei massimi rappresentanti della cultura meridionalista italiana. In «La generazione degli anni difficili» (Laterza, 1962) ha raccontato, insieme a tanti altri intellettuali cresciuti durante il fascismo, le tappe della sua formazione di intellettuale impegnato nella politica. Durante il ventennio, subì il carcere e il confino; durante la Resistenza visse in clandestinità come responsabile del movimento giovanile liberalsocialista; poi ricoprì incarichi politici nel Partito d’Azione e nel Partito Socialista Italiano.
Scrisse quattro libri di poesie: «Paesaggi» (Edizioni Nuovo Rinascimento, Bari 1943), «Ero nato sui mari del tonno» (Schwarz, Milano 1954), «Qualcosa di nuovo intorno» (Il Laboratorio, Parabita 1993) e «Io non avevo la tua fresca guancia. Poesie 1952-1996» (Palomar, Bari 1996). E in tutti vibra la stessa passione civile, l’orgoglio d’essere figlio di un Sud che non si piange addosso ma lotta per il proprio riscatto. «La poesia di Vittore Fiore, vista nel suo insieme e nelle sue note predominanti, suona come un inno di battaglia» (Luigi Scorrano).
