Poesie per un anno 330 – Gian Carlo Artoni

di Francesco Paolo Memmo

 

Gian Carlo Artoni (15 aprile 1923 – 2 gennaio 2017), famoso avvocato del Foro di Parma, uomo politico (fu consigliere comunale della sua città per il Partito Liberale), ha pubblicato tre raccolte di versi tra la fine degli anni Quaranta del secolo scorso e l’inizio dei Sessanta: «Poesie» (Guanda, 1949), «La villa e altre poesie» (Mantovani, 1956) e «Lo stesso dolore» (Mondadori, 1963). In quegli anni Parma è stata davvero una delle capitali della cultura italiana, animata da un gruppo di poeti (a partire da Attilio Bertolucci) e letterati raccolti in quella che Pasolini ha definito l’“Officina parmigiana”.

Nel 1966 Artoni smette di scrivere versi e il suo silenzio si protrae per cinquant’anni, fino al 2014, quando la sua opera viene raccolta, a cura di Paolo Briganti, nel volume «Lo stesso dolore e altre poesie nel tempo (1949-1966)», (Diabasis, 2014) e Artoni, ultranovantenne, riprende in modo addirittura torrenziale l’esercizio poetico, prima pubblicando «Il serpente piumato. Diario di un nuovo anno», a cura di Paolo Briganti, prefazione di Luigi Alfieri (ivi, 2015), «La luna bianca. Diario in versi (2015)» (ivi, 2016): 111 poesie nel primo libro, 263 nel secondo, tutte composte tra il 2014 e il 2015.

Ditemi voi se questo non è un moracolo!