Giovanni Pascoli (31 dicembre 1855 – 6 aprile 1912) è l’ultimo dei poeti ottocenteschi o – per tematiche, lingua, invenzioni metriche – il primo grande poeta del Novecento? Io, per me, non ho dubbi, e basterebbe forse solo la lettura di questo delizioso bozzetto dalle cadenze palazzeschiane per rendersi conto dell’assoluta modernità dell’autore di «Myricae» (1891) e dei «Canti di Castelvecchio» (1903).
Le otto liriche che formano il «Diario autunnale» portano la data del 1907 e compaiono per la prima volta in volume come appendice alla quinta edizione dei «Canti» (1910).
