Poesie per un anno 328 – Bianca Garavelli

di Francesco Paolo Memmo

 

Bianca Garavelli (23 agosto 1958 – 29 dicembre 2021), italianista cresciuta alla scuola di Maria Corti, dantista insigne (curò diverse edizioni della Divina Commedia, a partire dal 1993, per Bompiani e Rizzoli), narratrice capace di esprimersi in diversi registri (in «Le terzine perdute di Dante», edito da Baldini & Castoldi nel 2012, spazia dal thriller al romanzo storico), ha all’attivo anche una piccola raccolta di versi, «L’insonnia beata» (Edizioni del Laboratorio, Modena 1988), che si avvale della prefazione di Antonio Porta, secondo il quale «le poesie di Bianca Garavelli tendono ad assumere la forma dell’epigrafe: come messaggi che ci vengono dall’oltre-tempo. La delizia sta nella staticità paradisiaca che la poesia, ritrovando certe sue misure neo-classiche, cerca di raggiungere».

E aggiunge Porta, in conclusione: «Un’ultima nota: al lettore attento non sfuggirà la precisione della scrittura di Bianca Garavelli, la sua capacità di calcolare pesi e misure, frutto di una profonda dedizione all’opera e di una lunga, paziente preparazione».