Lina Fritschi (13 luglio 1919 – 24 dicembre 2016), piemontese figlia di padre svizzero, ha esordito nel 1967 con la raccolta «La pietra mascherata», pubblicata da Rebellato. Questa e le successive sono confluite in «Tutte le poesie (1958-1994)» (Edizioni dell’Erba, Fucecchio 1997).
Le «Poesie estreme 1998-1999» (ivi, 2000), scritte quando già si trovava in una drammatica condizione di cecità, rappresentano il congedo di questa poeta che ha fatto della discrezione la sua cifra, sempre perseguendo un’idea di poesia essenziale, precisa, priva di fronzoli, di raffinata eleganza. Una poesia che diventa ossessione ma anche liberazione, antidoto al dolore comunque inevitabile e, infine, estrema arma di resistenza al male.
