Poesie per un anno 315 – Sara Zanghì

di Francesco Paolo Memmo

 

La pubblicazione, proprio in questi giorni, de «Le poesie» di Sara Zanghì (1931 – 10 aprile 2018), a cura di Roberto Deidier (Les Flâneus Edizioni, Bari 2025) rappresenta anche per me la felice occasione di ricordare la poeta siciliana, vissuta per molti anni a Roma, dove ha insegnato e attivamente partecipato al movimento femminista.

Dopo aver esordito in età matura con la raccolta «Fort-da» (Il Lavoro Editoriale, Ancona 1986), tenuta a battesimo da Amelia Rosselli che ne dettò la prefazione (ora riprodotta nel volume odierno), ha poi dato alle stampe «Il circo smantellato» (nel volume collettivo «Testarda tregua», Sciascia, Caltanissetta 1987) e «Una sospettata inclinazione» (Empirìa, Roma 1995; nuova edizione accresciuta, ivi, 2002), oltre ad alcuni libri di narrativa, tra cui segnalo «Otto storie di donne» (2011) e «Bronte» (2013), entrambi editi da Empirìa.

Il mondo poetico di Zanghì è dominato dai temi dell’infanzia (con la figura centrale della madre, e l’amata-odiata Sicilia) e dell’amore; si nutre di ricordi anche dolorosi, con una vena amara mai però rassegnata né disperata, anzi capace di abbandonarsi, come nella raccolta da cui traggo la poesia che qui oggi propongo, alla gioia dell’incontro e della scoperta: una sospettata inclinazione.