Poesie per un anno 296 – Maria Rosaria Madonna

di Francesco Paolo Memmo

 

La vicenda editoriale che riguarda Maria Rosaria Madonna (Palermo, 24 novembre 1942 – Parigi, 2002) la racconta Giorgio Linguaglossa (cito dalla rivista «Il mangiaparole», n. 11, 2020): «A fine 1991 Maria Rosaria Madonna […] mi spedì il dattiloscritto contenente le poesie che sarebbero apparse l’anno seguente con il titolo “Stige” e la sigla editoriale Scettro del Re. Con Madonna intrattenni dei rapporti epistolari per via della sua collaborazione, se pur saltuaria, al quadrimestrale di letteratura “Poiesis” che avevo nel frattempo messo in piedi. Fu così che presentai “Stige” ad Amelia Rosselli che ne firmò la prefazione. Madonna era una donna di straordinaria cultura, sapeva di teologia e di marxismo. Solitaria, non mi accennò mai nulla della sua vita privata, non aveva figli e non era mai stata sposata. Sempre scontenta delle proprie poesie, sottoporrà quelle a suo avviso non riuscite a una meticolosa riscrittura e cancellazione in vista di una pubblicazione che comprendesse anche la non vasta sezione degli inediti. La sua prematura scomparsa […] determinò un rinvio della pubblicazione in attesa di una idonea collocazione editoriale».

Che infine è stata trovata con la pubblicazione nel 2018, presso Progetto Cultura Edizioni, di «Stige. Tutte le poesie (1990-2002)». Essendo quel volume introvabile – io, almeno, non sono riuscito a procurarmene una copia – devo accontentarmi delle poche poesie che ho trovato nel citato numero di «Il mangiaparole» e in rete: poche ma sufficienti a farci conoscere sia pur sommariamente questa poeta di grande forza espressiva e di grande capacità linguistica, che sa interrogare il mondo e interrogarsi. E persino tentare una qualche risposta.