Poesie per un anno 294 – Leonardo Sciascia

di Francesco Paolo Memmo

 

Leonardo Sciascia (8 gennaio 1921 – 20 novembre 1989): grande narratore, grande intellettuale, grande siciliano. Non tutti sanno che da giovane praticò la poesia, e proprio con una raccolta, «La Sicilia, il suo cuore» (Bardi, Roma 1952) esordì poco più che trentenne, a non considerare un precedente volumetto («Favole della dittatura», ivi, 1950) fatto di piccole prose di carattere favolistico in cui però, come notò opportunamente Pasolini al suo apparire, «quello che conta è proprio il suo valore di poesia. Molte di queste favole hanno la chiusura di brevi liriche, e richiamiamoci pure al quadretto di genere alessandrino, alla maiolica orientale, o alla lirica popolare (e magari proprio siciliana)».

Entrambi i libriccini sono stati ristampati, insieme, da Adelphi, nel 1997 e poi nel primo volume delle «Opere» (ivi, 2012). E sono poesie (mi riferisco soprattutto, ovviamente, a «La Sicilia, il suo cuore») in cui c’è tutta la Sicilia, col suo barocco, col suo sole e le ombre, la vita e la morte, il suo splendore e le sue miserie.