Poesie per un anno 292 – Albino Pierro

di Francesco Paolo Memmo

 

«Agavi e sassi» (Dell’Arco, Roma 1960) è la settima raccolta di Albino Pierro (19 novembre 1916 – 23 marzo 1995), e con essa si conclude la sua produzione in lingua che parte da «Liriche» (Palatina, Roma 1946) e prosegue con «Nuove liriche» (Danesi in via Margutta, Roma 1949), «Mia madre passava» (Fratelli Palombi, Roma 1955), «Il paese sincero» (Porfiri, Roma 1956) , «Il transito del vento» (Dell’Arco, Roma 1957), «Il mio villaggio» (Cappelli, Bologna 1959).

Senza soluzione di continuità è il passaggio al dialetto metapontino (più esattamente, tursitano; Pierro era nato a Tursi, in provincia di Matera) con la raccolta «’A terra d’u ricorde» che esce presso Il Nuovo Belli di Roma nello stesso 1960 di «Agavi e sassi» e che, insieme alle numerose raccolte successive, consacrerà Pierro come uno tra i maggiori poeti dialettali del Novecento.

Cambia la lingua (che con la scelta del dialetto comporta, come ha scritto Mengaldo, un «regresso alle origini esistenziali e discesa in un mondo sotterraneo») ma non mutano i temi della poesia di Pierro, sempre legati alla propria terra, ai propri miti radicati in un tempo primordiale che si colloca fuori dalla storia: «Uno dei caratteri che più colpiscono nella poesia di Pierro è la assoluta mancanza di riferimenti storici. Si potrà osservare che quel senso di fatale immobilità, quella raffigurazione spettrale del paese appartengono all’iconografia del Sud. Ma in Pierro quegli aspetti sono per così dire svuotati del loro spessore etnologico, per essere esclusivamente adibiti all’espressione del nucleo traumatico. […] A questa assenza di storicità della lirica di Pierro fa riscontro un recupero della materia memoriale, che passa preferibilmente attraverso gli strati subliminali: affioramento repentino, visione, presagio, visitazione notturna, incubo, ossessione» (Franco Brevini).

Sono 244 le poesie in italiano di Albino Pierro, 403 quelle in dialetto. Si possono leggere, insieme a un ricco apparato filologico delle varianti, in «Tutte le poesie. Edizione critica secondo le stampe», a cura di Pasquale Stoppelli, Salerno Editrice, Roma 2012.