Devo ancora a Christoph Ferber, illustre traduttore della poesia italiana in tedesco, la conoscenza di un notevolissimo poeta svizzero-italiano: Aurelio Buletti (8 maggio 1946 – 16 novembre 2023), di cui qui propongo un testo che è una vera e propria dichiarazione di poetica.
Quelle di Buletti sono infatti poesie brevi – le poche parole che restano dopo che si è tolto tutto il superfluo – e nitide e precise nella loro fulminea essenzialità. Possono ricordare certi esiti di Risi, ma con un tocco in più di ironia e una impareggiabile levità. Ci vuole grande perizia tecnica per arrivare a questi risultati, ma Buletti, sottolinea Pier Vincenzo Mengaldo, non vale «solo per la sua notevolissima bravura. Al contrario, questa è una poesia ricca di sostanza e di umori: che si fonda anche, possiamo dirlo, su due (o più) contraddizioni vitali parallele, quella di una poesia elegantissima, a volte “dotta” (o ironicamente tale) esercitata su una materia umile e quotidiana, di un’astrazione visiva e concettuale (fino alla surrealtà) esercitata sul concreto più concreto».
Alle prime tre raccolte («Riva del sole», Pantarei, Lugano 1973; «Né al primo né al più bello», Iniziative culturali, Sassari 1979; «Terzo esile libro di poesie», Mazzuconi, Lugano 1989) seguono, tutte edite da Alla chiara fonte di Lugano – e notate la bellezza di certi titoli: «Brevi» (2001), «Segmenti di una lode più grande» (2002), «Temi (5 poesie)» (2004), «E la fragile vita sta nel crocchio. Poesie brevi 2000-2004» (2005) – che racchiude, in cofanetto, quattro libretti: «Non ciascuno stupore è senza voce», «Pur nel modesto chiaro dell’esistere», «La scontrosa incostanza della gioia» e «Vecchio vizio di scrivere in estratto» -, poi ancora: «Quel che resta del cielo» (2006), «Contesse, Gentiluomini, Altre e Altri» (2010). Postumi sono «Smilza raccolta di poesie sparse» (Casagrande, 2024) e il volume delle «Poesie scelte», sempre presso Casagrande, in uscita proprio in questi giorni.
(Mi segnala Leopoldo Lonati che l’amico di Olten, destinatario della poesia oggi proposta, è Antonio Rossi, altro considerevole poeta ticinese).
