Due anni fa è morto, giovanissimo, Pietro Polverini (9 dicembre 1992 – 12 novembre 2023), maceratese, autore in vita di una raccolta («Indice sommario di sbiadimento», peQuod, 2022), cui ha fatto seguito, postuma, «La nostra villeggiatura celeste. Poesie 2012-2021», a cura di Francesco Ottonello, Interlinea, 2025. Il volume raccoglie 124 testi inediti scelti fra i tanti che Polverini ha lasciato.
«L’opera di Polverini consiste anzitutto in una profonda meditazione sul senso di scomparsa individuale: anche il suo esordio è un libro anzitutto sullo sbiadimento – da intendersi come progressiva ‘perdita del blu’ – e sulla memoria come ricerca ossessiva della parola fino alla dissoluzione. Più che un itinerario, una ‘vacanza’ da cui non tornare, intesa nel senso etimologico di vuoto (vacuum)» (Francesco Ottonello).
E più oltre: «La poesia di Polverini è caratterizzata da acribia e nettezza geometrica del verso, ma anche da un estro barocco-manierista: il lettore rimane così al contempo inchiodato al dato tecnico-concreto e sospinto verso l’alto o l’inusitato, trovandosi di fronte a una lingua singolare e ricercatissima, che alterna arcaismi e preziosismi lessicali a dizione piana e registro colloquiale, con ordine sintattico perlopiù irregolare, smosso continuamente da anastrofi, iperbati e inarcamenti».
