Impossibile compilare l’elenco di tutte le opere di Alda Merini (21 marzo 1931 – 1º novembre 2009), che ha scritto molto, moltissimo e forse troppo. Ed è del tutto superfluo dare di lei notizie, tanto è nota anche presso i non lettori di poesia. Mi limito perciò a segnalare soltanto la recentissima pubblicazione di «Testamento, seguito da La terra santa», Mondadori, 2025. «Testamento» è un’antologia poetica già uscita da Crocetti nel 1988 per le cure di Giovanni Raboni; «La terra santa» racconta in versi l’esperienza manicomiale della poeta e per la prima volta fu edita da Scheiwiller, a cura di Maria Corti, nel 1984.
La poesia che propongo è tratta dall’esordiale «La presenza di Orfeo», Schwarz, 1953 (la si legge anche nell’antologia «Fiore di poesia 1951-1887», Einaudi, 1997). Ed è proprio nelle prime raccolte che la Merini offre, a mio avviso, le sue prove migliori.
