Oggi è l’anniversario della morte di Andrea Zanzotto (10 ottobre 1921 – 18 ottobre 2011). Questa poesia è tratta dalla sua terza raccolta, «Vocativo» (1957), successiva a «Dietro il paesaggio» (1951) e «Elegia e altri versi» (1954). Già si delineava in tutta la sua grandezza la figura di uno dei massimi protagonisti della poesia italiana del secondo Novecento.
A proposito di «Vocativo», scrisse un entusiasta Giorgio Caproni: «Si tratta (non abbiamo un’unghia di dubbio) non soltanto d’uno dei libri più belli usciti nel ’57 […], bensì d’uno dei libri più belli del dopoguerra, riconoscibilmente nuovo non da dati esteriori relativi alla cronaca […] ma proprio dal suo non rinnegar nulla, progredendo in profondità e nel diverso sentimento del tempo».
