Michele Ranchetti (14 ottobre 1925 – 2 febbraio 2008) è stato docente di storia della Chiesa all’Università di Firenze dal 1973 al 1998, studioso di psicanalisi e di filosofia, e poeta la cui opera maggiore, con poesie che vanno dal 1938 al 1986, è raccolta in «La mente musicale» (Garzanti, 1988). Si segnalano poi «Verbale» (ivi, 2001) e «Poesie ultime e prime» (Verbarium Quodlibet, 2008).
«L’opera di Ranchetti […] pare appartenere a una tradizione letteraria, quella della poesia filosofica, scarsamente frequentata in Italia, e comunque molto defilata rispetto alle linee risultate infine vincenti.
Di qui, probabilmente, quell’aura di sottile anacronismo che vi si percepisce (anacronismo di dimensione, più che di epoca), pur nella difficoltà di rintracciare modelli esaustivamente attendibili:
«Rebora, certo, e magari, perché no, “Donna me prega”; ma del tutto originale, al di là dell’asse comunicativo prescelto, risulta il modo di fondere pensiero ed emozione in una misura stilistica volutamente opaca, aliena da toni esclamativi o assertivi o solenni, giocata su una colloquialtà “alta” e perciò automaticamente straniata, in definitiva inquietante» (Stefano Giovanardi).
