Poesie per un anno 247 – Francesco Scaglione

di Francesco Paolo Memmo

 

Di Francesco Scaglione non si conoscono le date di nascita e morte. Era siciliano e col fratello Emilio pubblicò un libro («Limen», Giannotta, 1910) con poesie firmate da entrambi.

Solo a nome di Francesco è la raccolta dell’anno successivo («Litanie», Bideri, 1911) da cui traggo il sonetto in doppi settenari che qui oggi propongo.

Siamo in piena atmosfera simbolista, con non trascurabili risultati. «Dopo i delicati, leggeri impressionismi di ‘Limen’, scritti in collaborazione con il fratello Emilio e già ricchi di metaforismi e rimandi di significati […], con ‘Le litanie’ [Scaglione] si sposta decisamente verso il registro metaforico ma sempre assumendo come punto di partenza della scrittura un referente tratto dal reale, solitamente il rapporto tra Io e cose, la relazionalità tra condizione del vissuto e suo sviluppo nell’immaginario. Non senza suggestioni baudelairiane, talvolta esplicitate» (Vico Faggi). Come in questo caso, appunto.