Marina Incerti (1943-1988), presentata da Giovanni Giudici sul n. 12 dell’«Almanacco dello Specchio» (Mondadori, 1986), pose tragiamente fine alla sua vita solo due anni dopo.
Postumo è il volume («Buon viaggio», Corpo 10, 1991) che raccoglie tutte le sue poesie, edite e inedite. E sono versi che testimoniano di una sofferenza esistenziale a volte sia pure a stento trattenuta, altre volte più esibita, con una versificazione che procede a scatti, nervosa, giustamente refrattaria a tutto ciò che è superfluo.
