Franco Manescalchi (6 dicembre 1937 – 29 settembre 2023) fece le sue prime importanti prove nel gruppo fiorentino di «Quartiere», con l’omonima rivista (fondata da Gino Gerola, Lamberto Pignotti, Sergio Salvi, Giuseppe Zagarrio) di cui fu redattore a partire dal 1963. Nel 1969 diede vita alla rivista in ciclostile «Collettivo R», di cui fu redattore con Ubaldo Bardi e Luca Rosi.
Nei primissimi anni Ottanta abbiamo condiviso (e insieme a noi Roberto Gagno, Achille Serrao, Antonio Barbuto, Giancarlo Quiriconi) l’esperienza del gruppo editoriale «Messapo», attivo fra Siena e Roma. Dei suoi libri di versi cito soltanto «La neve di maggio» (Polistampa, 2000), che antologizza la sua opera poetica dal 1959 al 1995, e le ultime due raccolte, anch’esse riassuntive di molti anni di lavoro, «Selva domestica 1956-2006» (ivi, 2010) e «L’iris azzurra. Nella luce degli anni. Vita in versi (quaderni inediti) 1974-2016» (Pianeta Poesia, 2014).
Scrive Marco Marchi nella prefazione a «Selva domestica»: «Ogni verso da lui scritto e in questo libro promosso e sottoscritto sottintende una sorta di consuntivo di volta in volta affrontato che riconduce all’origine dell’umano. Un consuntivo che, oltre che scavare nel passato, alla ricerca delle origini più motivanti e connotanti dell’atto linguistico tentato, aggetta sul futuro: interessato ad offrire una direzionalità a quelle parole, o meglio ancora a ritrovarla implicita in esse, a mettere dinamicamente quei segni e quei suoni su di una strada, su un cammino naturale».
