Poesie per un anno 235 – Laura Rainieri

di Francesco Paolo Memmo

 

Laura Rainieri (1943 – 23 settembre 2024) è stata una figura di primo piano del femminismo romano, per molti anni attiva nella Casa Internazionale della Donna.

Autrice di alcuni bei libri di racconti, come poeta ha pubblicato: «La nostra spada, la parola» (Ibiskos, 1997), «Nessuno ha potuto sposarci» (Bastogi, 2001), «E serbi un sasso il nome» (Campanotto, 2004), «In altre stanze» (Edizioni Cofine 2018), oltre al racconto in versi «La Bassa piana e le Fontanelle» (La Colornese, 2012).

Il suo ultino libro è «Adèss av cont» (Edizioni Cofine, 2024), una raccolta di versi nel dialetto della Bassa padana (Laura Rainieri era nativa di Fontanelle di S. Secondo, in provincia di Parma).

Del libro da cui traggo la poesia che qui oggi propongo Mario Melis nella prefazione sottolinea come caratteristica peculiare l’«antilirismo-lirico, un ossimoro frequente nella più significativa produzione poetica contemporanea», che già nelle raccolte precedenti, «nel denunciare il crollo di una civiltà, quella contadina della Padania, la terra d’origine dell’autrice (Pasolini docet) si costituiva […] al presente, sottratto alla lusinga dell’irrilevanza poetica della nostalgia».