Ricordiamo Francesco Flora (28 ottobre 1891 – 17 settembre 1962) soprattutto come critico e come studioso.
La sua «Storia della letteratura italiana» ebbe largo e duraturo successo nelle scuole. Celebre è anche il volume «La poesia ermetica» (1936) nel quale esprimeva un giudizio negativo sulla nuova poesia, accusata di oscurità. Aspirano invece alla chiarezza e alla purezza i suoi versi, che vogliono esplicitamente configurarsi come atto di moralità. È in questo senso che, scrive, la parola rappresenta «la coscienza dell’universo in noi».
Come poeta, Francesco Flora aveva esordito con «Immortalità» (Borrelli, 1921), cui seguirono, distanziati nel tempo, «I canti spirituali» (Tipi degli Artigianelli, 1944) e «Canti spirituali» (Mondadori, 1955).
