Poesie per un anno 223 – Ernesto Franco

di Francesco Paolo Memmo

 

Ernesto Franco (11 agosto 1956 – 10 settembre 2024), genovese la cui scomparsa è esattamente di un anno fa, è stato direttore editoriale, e poi generale, della Einaudi dal 1998 sino alla morte. Per Einaudi ha pubblicato alcuni libri di narrativa (tra cui «Vite senza fine» che nel 1999 vinse il premio Viareggio), traduzioni di autori ispano-americani e la raccolta di versi «Lontano io» uscita solo due mesi dopo la morte (una prima prova poetica, «Donna cometa», era apparsa presso Donzelli nel 2020).

«La poesia di Ernesto Franco», scrive Mauro Bersani in quarta di copertina, «nasce intorno a un vuoto, prende forma dal sentimento di una mancanza, dalla percezione di incolmabili distanze: si è lontani da una città, da un amore, dagli altri, di fatto da se stessi»; ma è una poesia «consapevole di quanto lo scacco sia una condizione normale dell’esistenza ma anche un vuoto che accoglie, non una reale sconfitta».
I testi, tranne il finale «Aiutami» suggellato dai versi in corsivo che qui oggi propongo, sono brevi, brevissimi, fulminanti («Non so da dove / sono qui presente, / di fronte al niente»), nel ricordo non inconsapevole di certe movenze caproniane.