Poesie per un anno 208 – Cesare Pavese

di Francesco Paolo Memmo

 

Col titolo «La terra e la morte» Cesare Pavese (9 settembre 1908 – 27 agosto 1950) pubblicò su rivista nel 1947 le nove poesie per Bianca Garufi scritte tra il 27 ottobre e il 3 dicembre del ’45. Fu un amore tormentato, per cui Pavese sfiorò due volte il suicidio.

Poi ci fu l’amore per l’attrice Constance Dowling, alla quale dedicò i versi di «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi». Altra delusione, e questa volta decise di farla finita davvero, prima con la scrittura («Tutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto. Non scriverò più», appunta sul diario poi pubblicato col titolo «Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950»), e poi con la vita stessa.

Il 27 agosto del 1950, in una camera dell’albergo Roma di Piazza Carlo Felice a Torino, Cesare Pavese si suicidò ingerendo dieci bustine di barbiturici.

Sulla prima pagina dei «Dialoghi con Leucò», che si trovava sul tavolino, aveva scritto: «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi».