Poesie per un anno 207 – Luca Maria Patella

di Francesco Paolo Memmo

 

Luca Maria Patella (1935 – 25 agosto 2023) è stato un artista multimediale come pochissimi altri in Italia: grafico, fotografo, filmmaker, performer, romanziere, poeta lineare e verbovisivo, caparbiamente teso alla dissacrazione del linguaggio tradizionale per ricavare, attraverso scomposizioni e ricomposizioni di frasi e parole, nuovi e inconsueti significati (lo soccorre in questo la sua competenza psicoanalitica), venendo a coincidere suono e senso.

Quella di Patella è, come ha scritto Jacqueline Risset, una lingua «non fissata, in continua metamorfosi. Uno scollamento si produce all’interno delle parole. Ogni parola si scompone, si decompone. Molte si separano, come se fossero blocchi erranti».

Qui riproduco un testo, neppure il più oltranzista, di «Litoràlibus Dìis» (Campanotto, 2004), il libro che segue di un anno, presso lo stesso editore, «Io son dolce sirena. Poesie 2000-2002» (2003).

Ma sono pagine che vanno sfogliate e viste, oltre che lette. Tanto più il «Canzoniere» (Gli Ori, 2020) che di questo tipo di operazione rappresenta il risultato finale: con chiose, annotazioni anche scritte a mano, con vari colori, e diagrammi, disegni e altri tipi di intervento da parte dell’autore che ancora una volta si riconferma artista totale.