Siro Angeli (27 settembre 1913 – 22 agosto 1991), drammaturgo, collaboratore di Silvio D’Amico nella realizzazione dell’«Enciclopedia dello Spettacolo», sceneggiatore cinematografico, poeta anche nel dialetto della sua terra natale, il Friuli, esordì in poesia nel 1937 («Il fiume va», tenuto a battesimo da Diego Valeri). Delle raccolte successive, segnalo «Il grillo della suburra» (che ha avuto nel corso degli anni tre edizioni: 1960, 1975, 1990), «L’ultima libertà» (Mondadori, 1962), «Da brace a cenere» (Lacaita, 1986).
Quest’ultimo libro rappresenta un’assoluta novità nel percorso poetico di Angeli che all’inizio, memore della lezione dell’ermerismo, si esercita in una poesia di stampo tradizionale, di limpida eleganza, con una dizione quasi di moderno stilnovista là dove il dialogo è con una donna, reale e al tempo stesso idealizzata.
Qui invece i suoi interessi si fanno più ampi e profondi, toccando tematiche scientifiche, in una riflessione che ruota intorno al mistero della vita e della morte, in un modo che, come avverte Attilio Bertolucci nella prefazione, ricorda l’opera di «certi poeti del tardo Settecento o primo Ottocento europeo, consci dell’avanzare della scienza e delle loro novità (più ottimisti di Siro) ma ben ancorati alle forme».
