Poesie per un anno 195 – Sibilla Aleramo

di Francesco Paolo Memmo

 

«Se cerchiamo un modello letterario del ventesimo secolo in cui il binomio “arte-vita”, per di più coniugato al femminile, si presenti e si mantenga inscindibile, superando qualsiasi ostacolo e resistendo a qualsiasi tentazione di normalità, c’è solo un nome che soddisfa il nostro desiderio: Sibilla Aleramo».

Così Silvio Raffo, nello scritto che introduce (dopo la prefazione di Ilaria Gaspari) l’edizione da lui curata per Il Saggiatore, nel 2023, di «Tutte le poesie» di Sibilla Aleramo (14 agosto 1876 – 13 gennaio 1960), una donna la cui vita è già tutta un romanzo: già scritto, del resto, anche se solo per quanto riguarda la prima parte di una esistenza piena di avvenimenti traumi incontri passioni totalizzanti e devastanti, in quello straordinario romanzo che è «Una donna» (1906), l’opera sua che ha avuto più lungo e duraturo successo e che ancora oggi merita di essere letta non solo per il suo valore di testimonianza protofemminista.

Nelle poesie, che attraversano la vita della Aleramo dal 1921 (anno della sua prima raccolta, «Momenti») sin quasi alla morte («Luci della mia sera», 1956), c’è l’eco, non importa se con risultati diseguali, di tutto ciò che la vita le ha riservato: i momenti di gioia e di dolore, le vittorie e le sconfitte; ma soprattutto c’è sempre la necessità di affermare il suo desiderio di amore: «Amo, dunque sono» è un suo titolo del 1927. Ed era già anche un programma per il futuro.