Poesie per un anno 194 – Ettore Bonessio di Terzet

di Francesco Paolo Memmo

 

Ettore Bonessio di Terzet (1944 – 12 agosto 2015) ha insegnato Estetica nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova e ha diretto la rivista di estetica “Il Cobold”. Numerosi gli scritti teorico-critici in cui ha elaborato un pensiero estetico da lui riassunto nella formula dell’“artepoesia” (si veda, da ultimo, «L’utilità dell’artepoesia», Aracne, 2013).

Tra le sue raccolte di versi – e, solo per citare fra le ultime: «L’albero azzurro» (2002), «Il labirinto di sabbia» (2005), «I Pesci Gialli» (2005), «Visioni del viaggio» (2008) – un posto centrale occupa «Grande frammento» (Campanotto, 2001). Il libro è diviso in tre parti: «Poesia dopo secoli» (1995-1996), «Il sentiero nascosto» (1997) e «La distesa dei cori» (1997). Quella che qui propongo è la poesia incipitaria della terza parte.

Nella postfazione, Roberto Mussapi sostiene che questo “canzoniere” «ha momenti di strazio che l’andatura sottolinea nel ritmo costante e nel crudele succedersi delle immagini che non si compiono. Ma in quel divenire doloroso, l’autore vede anche i germi di una rigenerazione, e fissa amorosamente il suo tempo nebbioso e sfarinante», non rinunciando mai «a una grande speranza di Rinascita».