Sergio Zavoli (21 settembre 1923 – 4 agosto 2020) è stato uno dei più grandi giornalisti italiani del Novecento, autore per la RAI di memorabili documentari («Clausura», 1957) e programmi televisivi (da «Processo alla tappa», a partire dal 1962, a «Nascita di una dittatura», 1972, fino a «La notte della Repubblica», 1989-1990).
Nel 1995, a oltre settant’anni di età, ha deciso di esordire in poesia, continuando poi a pubblicare con regolarità, tutte presso Mondadori, raccolte di versi: «Un cauto guardare» (1995), «In parole strette» (2000), «L’orlo delle cose» (2004), «La parte in ombra» (2009), «L’infinito istante» (2012) e «La strategia dell’ombra» (2017).
Del 2023 è l’«Antologia personale» (Passigli) che lo stesso autore aveva ordinato prima di morire.
Al di là dei risultati raggiunti, anche la produzione poetica di Zavoli è espressione di una inesausta volontà di testimonianza, nella convinzione che – come suonano le parole di Shakespeare poste in esergo all’ultima raccolta – «La poesia dà un nome e una dimora a ogni cosa».
