Poesie per un anno 172 – Bino Rebellato

di Francesco Paolo Memmo

 

Tutti – tutti i lettori di poesia, intendo – conoscono Bino Rebellato (15 gennaio 1914 – 18 luglio 2004) per aver fondato nel 1952, e diretto fino al 1973, la casa editrice che porta il suo nome, con sede a Cittadella, suo paese natale, in provincia di Padova. Si aggiunga, a testimonianza del suo appassionato impegno per la diffusione della poesia, l’ideazione, insieme a Enzo Mazza, della collana «Nuovi testi di poesia» della Biblioteca Cominiana.

Pochi invece sanno che Rebellato è stato anche un proficuo poeta (in lingua ma anche in dialetto: il suo dialetto altopadovano): il primo libro di versi, semplicemente intitolato «Poesie», è del 1954; l’ultimo, «Appunti e spunti», è del 1999. Tutta l’opera è stata ampiamente antologizzata per la Biblioteca Cominiana nel volume «In nessun posto e da per tutto. Poesie 1929-2004», curato da Marco Munaro, ristampato nel 2016 da Il Ponte del Sale Edizioni.

Andrea Zanzotto, parlando della poesia di Rebellato, sottolineava lo spiritualismo che ne è alla base, certamente di matrice cristiana ma corretto da un forte senso panico. «Tuttavia nella formazione di Rebellato si percepiscono anche altri stimoli, altre ragioni che lo hanno condotto alla mossa finezza del suo dire poetico intimistico e insieme, per contro, alla partecipazione al vissuto sociale, pur se al di fuori di ogni ideologismo».