Poesie per un anno 170 – Carlo Vallini

di Francesco Paolo Memmo

 

Al gruppo dei poeti che si possono definire come “crepuscolari”, già attivi nel primo decennio del Novecento, appartiene Carlo Vallini (18 luglio 1885 – 11 dicembre 1920), la cui opera merita di essere ricordata (trova posto, ad esempio, ancora nell’importante «Antologia della poesia italiana. III. Ottocento-Novecento», Einaudi, 1999, curata da Cesare Segre e Carlo Ossola).

«Carlo Vallini, amico fraterno di Gozzano, è, come Gozzano, intriso di letteratura: D’Annunzio lo affascina suo malgrado, ed egli tenta di sottrarsi all’impeto di vitalità e alla fede nell’agire “eroico” del cantore di Maia con il gioco della parodia e dell’ironia, per dichiarare il fallimento di qualsiasi Verità assoluta; non è possibile separare il Male dal Bene, il niente dal Tutto, e si vive trascinati dal tempo ignorando la cosa che più importa: “come” si debba vivere» (Antonio Pinchera).