Luca Ghiselli (18 luglio 1910 – 1° luglio 1939), viareggino, nel 1931 cominciò a scrivere un diario e continuò con questa abitudine per gli anni successivi, fino alla morte: mentre prestava servizio nella Regia Marina, precipitò in un dirupo presso il faro di Capo Caccia, in Sardegna.
Aveva solo 29 anni e aveva fatto in tempo a farsi conoscere nell’ambiente letterario fiorentino (collaborò anche a «Campo di Marte»), divenendo amico di Alessandro Parronchi che nel 1942 curò per l’editore Parenti la pubblicazione sia del «Diario» (una seconda edizione si ebbe nel 1947 presso Bompiani) sia delle «Poesie.
Con un’appendice di prose e racconti». Luciano Anceschi lo inserì nella sua (sua e di Sergio Antonielli) importante antologia della «Lirica del Novecento» (Vallecchi, 1953).
Tutti gli scritti di Ghiselli vennero poi, molti anni dopo, riuniti in un unico volume: «Prose e versi», a cura di Massimo Fanfani, prefazione di Alessandro Parronchi (Pananti, 1985).
Da allora, silenzio completo.
