Alessandro Grazzi (1939-2020) è poeta quasi totalmente sconosciuto, anche perché non ha mai frequentato gli ambienti letterari. Manager nel marketing di importanti gruppi internazionali, si è avvicinato piuttosto tardi alla poesia, pubblicando due libri di versi: «La tempesta e altri sonetti» (Bottazzi Editore, 1990) e «Sonetti» (G. M. Editore, 2016) che rivelano un’acuta sensibilità, una notevole capacità introspettiva, una sicura padronanza dello strumento espressivo, in una lingua di classica compostezza.
Devo la conoscenza di questo non trascurabile poeta alla segnalazione che me ne ha fatto Christoph Ferber, eccellente traduttore in tedesco di poeti italiani antichi e moderni. Ha pubblicato presso case editrici, svizzere o tedesche, raccolte di sonetti di Gaspara Stampa, Foscolo, Alfieri, Fancesco Chiesa, Giovanni Orelli.
Di prossima pubblicazione è una scelta di 54 sonetti del Boccaccio. Da circa dieci anni, infine, Ferber lavora a un’imponente antologia del sonetto italiano che, partendo da Giacomo da Lentini, arriverà fino ai nostri giorni.
