Poesie per un anno 146 – Vito Riviello

di Francesco Paolo Memmo

 

Ieri moriva, sedici anni fa, Vito Riviello (1º settembre 1933 – 18 giugno 2009).

La sua completa opera poetica è contenuta in un grosso volume di oltre mille pagine, con una ricca appendice biobibliografica (e dichiarazioni di poetica, interviste, documenti iconografici, antologia della critica): «Tutte le poesie», a cura e con un saggio introduttivo di Cecilia Bello Minciacchi, Sapienza Università Editrice, 2019.

La sua poesia ha venature realiste, crepuscolari, surrealiste, dadaiste, con effetti satirici e comici (esaltati, in occasione delle pubbliche letture, dalle sue straordinarie capacità di performer), e spesso sotto questa o quella etichetta è stata catalogata, ma in realtà, accanto al gusto giocoso (di chi, giocando con le parole, gioca con la realtà), essa ha valenze molto più serie e complesse.

Credo che, nonostante tutto, e nonostante l’auspicio di Cecilia Bello a conclusione della sua puntualissima prefazione, quest’opera così originale e così estranea a ogni canone costituito debba ancora trovare i suoi giusti lettori.

Aggiungo che Vito era un amico. Ed era una persona a cui era impossibile non volere bene. Lo possono testimoniare tutti coloro che ne hanno conosciuto l’ironia amara e tagliente, l’intelligenza, la generosità.