Poesie per un anno 144 – Maria Clelia Cardona

di Francesco Paolo Memmo

 

Quella di Maria Clelia Cardona (5 novembre 1940 – 15 giugno 2024) è una poesia che con pacatezza, con lucida intelligenza, sa cogliere la verità delle cose. La ricordo, oggi, nel primo anniversario della morte.

Dopo l’esordio del 1994, «Il vino del congedo», edito da Amadeus e tenuto a battesimo da Mario Luzi, seguirono: «Da un millennio all’altro» (Empirìa, 2004), «Il segno del novilunio» (Il Bulino, 2011), «Di fiato e di fuoco» (Coup d’idée, 2016), «I giorni della merla» (Moretti & Vitali, 2018).

Per una migliore comprensione della poesia che qui propongo, ricordo che il padre della poeta, Giovanni Battista Cardona, era un apprezzato grecista, traduttore delle «Storie» di Polibio.

Cardona è stata anche notevole narratrice («Il viso in ombra», 1985; «L’altra metà del dèmone», 1997; «Il cappello nero», 2000; «Furia di diavolo», 2008; «Sottoroma», 2013) e raffinata studiosa della letteratura latina («L’essenza dei latini», in collaborazione con Luca Canali, 2000).